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PM10 – Medie minuto

Grafico PM10

Biossido di azoto (NO2) Medie minuto

Grafico biossido di azoto

Foto del 27 settembre 2014

Foto del 27 ottobre 2014

Un momento della manifestazione svoltasi il 27 ottobre, a un mese esatto dall’incendio (Articolo di OggiMilazzo: www.oggimilazzo.it/index...)
 
Il Film Reportage “Serbatoio 513” è stato montato con i soli video (55) girati dalla popolazione locale nelle varie fasi dell’Incidente avvenuto nella Raffineria Mediterranea di Milazzo, nella nottata del 27 Settembre 2014, presenti su Youtube e sui Social Networks.
Montaggio a cura di: Emanuele Maiorana.
 
La mappa dell'area industriale di Milazzo
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Chi siamo

Il sito www.incendiomilazzo.it nasce in seguito all’enorme incendio sviluppatosi la notte del 27 settembre 2014 all’interno della Raffineria di Milazzo dall’esigenza dei cittadini di conoscere le ripercussioni di questo evento sull’ambiente e sulla salute pubblica della zona.

Non avendo ricevuto risposte esaurienti dagli enti preposti, i cittadini di Milazzo hanno deciso di affittare una centralina di monitoraggio della qualità dell’aria per rilevare la presenza delle pericolosissime polveri fini (PM2.5).
L’iniziativa nacque ed è stata portata avanti grazie alla collaborazione tra il parroco di Archi, Sac. Giuseppe Trifirò, e l’Associazione per la Difesa dell’Ambiente e delle Salute dei Cittadini (ADASC), con la collaborazione del Coordinamento Ambientale Milazzo Valle del Mela e dell’Associazione TSC.

Nella prima fase, date le condizioni di urgenza, con il supporto della società Epidemiologia e Prevenzione - Impresa sociale no profit (http://www.epiprev.it) è stata installata una centralina che richiede di scaricare periodicamente i dati e non permette la visualizzazione in continuo. Recentemente è stata messa in opera una centralina completamente automatizzata, sempre posizionata sul tetto della chiesa di Archi, che rileva e scarica sul sito in continuo i valori delle concentrazioni atmosferiche delle polveri PM10, del biossido di azoto (NO2) e dell’ozono (O3).

L’intento di questa iniziativa non è quello di sostituirsi alle istituzioni preposte alla tutela dell’ambiente e della salute ma, al contrario, di affiancare tali enti al fine di integrare l’attività di ARPA e di favorire in questo modo anche il recupero di fiducia, da parte della popolazione residente, nei confronti degli organismi pubblici di controllo.

Questo sito è inteso come patrimonio comune degli abitanti di Milazzo e della Valle del Mela, è rivolto a tutti e ha come obiettivo principale la diffusione dei risultati dei rilevamenti ambientali effettuati autonomamente dai cittadini.

Perché è stata installata una centralina?

Dal 2002 la nostra area è stata dichiarata a elevato rischio di crisi ambientale e dal 2006 Sito di Interesse Nazionale (SIN). Da anni siamo in campo per la difesa della salute dall’inquinamento prodotto dagli impianti industriali presenti sul nostro territorio (www.osservatorio-sicilia.it).

Dopo il grave incendio scoppiato nella raffineria di Milazzo la notte del 27 settembre 2014 la popolazione residente ha chiesto a gran voce dati e informazioni sul possibile impatto sulla salute pubblica dei fumi tossici rilasciati nell’ambiente. Gli enti preposti hanno risposto in modo parziale.

Per questo, una volta che siamo venuti a conoscenza dell’esperienza di alcuni cittadini fiorentini che hanno installato una centralina nel proprio giardino (www.pm2.5firenze.it - www.epiprev.it) per tenere sotto controllo le concentrazioni di inquinanti presenti nell’aria, abbiamo deciso di ripetere la stessa esperienza anche sul nostro territorio.

Di chi è la centralina?

La centralina che ha operato dall’ottobre 2014 all’agosto 2016 è stata presa in affitto, ed è di proprietà di "Epidemiologia e Prevenzione", una impresa sociale senza scopo di lucro fondata a metà degli anni settanta da un gruppo di epidemiologi e di lavoratori attivi nelle battaglie per la difesa della salute dentro i luoghi di lavoro. Tra gli obiettivi primari dell'impresa sociale ci sono: la conduzione di ricerche epidemiologiche, il sostegno alle iniziative di affermazione della salute e della prevenzione (vedi statuto) nei luoghi di vita e di lavoro, la comunicazione e condivisione delle esperienze.

Chi l’ha finanziata?

L’iniziativa di Milazzo e della Valle del Mela è finanziata dai cittadini residenti che vogliono migliorare le condizione dell’ambiente in cui vivono.

Dove è stata posizionata?

La centralina si trova sul tetto della chiesa di Archi, in un sito rappresentativo dell’esposizione media della popolazione che vive nella frazione. Non è sulla strada per evitare di misurare le emissioni dirette del traffico, mentre è vicina agli impianti (tutti quelli presenti nella zona, non solo la raffineria) come la popolazione residente.

Che cosa misura?

La centralina attiva fino all’agosto 2016 ha misurato la concentrazione delle polveri fini (PM2.5), dette anche respirabili, presenti nell’aria.
La centralina attiva dal settembre 2016, ETL ONE, misura la concentrazione di tre importanti inquinanti atmosferici:

  1. le polveri inalabili (PM10) ovvero la somma di quelle respirabili (PM2.5) e della frazione grossolana avente dimensioni granulometriche comprese fra 2,5 e 10μn;
  2. il biossido di azoto (NO2);
  3. l’ozono (O3).

Come avviene la misurazione?

La misura della concentrazione atmosferica delle micropolveri PM2.5 è eseguita mediante uno strumento automatico che opera “in continuo” basandosi sul principio della diffrazione della luce (laser scattering).

In pratica, in una cella ottica attraversata da un fascio di luce laser si introduce un campione di aria prelevato dall’ambiente. La presenza di pulviscolo fa sì che parte della luce laser sia diffusa fuori dalla direzione normale di propagazione del fascio laser. Tale radiazione può essere rivelata da un sensore opto‐elettronico. Il segnale elettrico così generato è proporzionale alla concentrazione di particelle presenti nella cella di misura.

La misura delle concentrazioni di NO2 e di O3 è eseguita mediante sensori allo stato solido.

La taratura è verificata periodicamente in campo mediante confronto con misure effettuate contestualmente con un analogo strumento preventivamente tarato in laboratorio per confronto con il metodo di riferimento.

Ma perché non usiamo i dati dell’ARPA?

L’ARPA fa un buon lavoro, ma i dati arrivano in ritardo, inoltre l’Agenzia non dispone di mezzi sufficienti per monitorare tutti gli inquinanti presenti nell’aria che respiriamo. In particolare, le centraline dell’ARPA non misurano il particolato fine (PM2.5). Noi vogliamo aggiungere ai loro dati anche le nostre misurazioni che ci permettono di monitorare in prima persona e in continuo la presenza di queste polveri.

Chi mi assicura che queste misurazioni siano corrette?

Lo strumento di misura è stato tarato per confronto con il metodo di riferimento fissato dalla normativa vigente. I dati sono validati da personale tecnico esperto, selezionato dai cittadini.

Quali sono i limiti di legge in Italia?

La legge vigente stabilisce i seguenti valori limite:

Per PM2.5: 25 μg/m3 come media annuale da non superare.
Per PM10: 40 μg/m3 come media annuale da non superare; 50 μg/m3 come media giornaliera da non superare per più di 35 giorni in un anno.
Per O3: 180 μg/m3 come media oraria da non superare.
Per NO2: 40 μg/m3 come media annuale da non superare; 200 μg/m3 come media giornaliera da non superare per più di 18 volte in un anno.

Quali sono i limiti stabiliti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità?

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per le polveri indica soglie di concentrazione molto più restrittive: una scelta basata sui risultati di studi epidemiologici che hanno dimostrato come tali limiti sono in grado di tutelare meglio la salute pubblica. I livelli da non superare suggeriti dall’OMS sono:

Per PM2.5: 10 μg/m3 come media annuale da non superare; 25 μg/m3 come media giornaliera da non superare.
Per PM10: 20 μg/m3 come media annuale da non superare; 50 μg/m3 come media giornaliera da non superare.

Che cos sono il PM2.5 e il PM10?

PM (particulate matter, particolato) è il termine generico con il quale si definisce una miscela di particelle solide e liquide che si trovano in sospensione nell’aria.
Il PM può avere origine sia da fenomeni naturali (processi di erosione del suolo, incendi boschivi, dispersione di pollini ecc.) sia da attività svolte dall’uomo, in particolar modo dai processi di combustione e dal traffico veicolare. Le particelle sono capaci di adsorbire sulla loro superficie diverse sostanze con proprietà tossiche come solfati, nitrati, metalli e composti volatili.

PM2.5 è la frazione di particolato disperso nell’aria con diametro inferiore a 2.5µm (un μmetro (µm) equivale a un millesimo di millimetro) mentre il PM10 è la frazione di particolato disperso nell’aria con diametro inferiore a 10µm (ovviamente nel PM10 è compreso anche il PM2.5).

Che effetti hanno le "polveri" sulla salute?

Gli studi epidemiologici hanno mostrato una correlazione tra le concentrazioni di polveri in aria e la manifestazione di malattie croniche alle vie respiratorie (in particolare asma, bronchiti, enfisemi), di malattie cardiovascolari e di tumori.

Il pericolo maggiore per la salute umana viene dalle particelle di dimensioni inferiori in quanto più piccole sono le dimensioni delle particelle, più in profondità queste riescono a penetrare nell’apparato respiratorio, fino ai bronchi e, nel caso delle particelle più piccole. fino agli alveoli polmonari, causando danni sempre più grandi.

Per questa ragione si monitorano il PM10 e il PM2.5, ossia le frazioni di particolato aerodisperso aventi diametro inferiore, rispettivamente, a 10µm e a 2.5µm (un μmetro, µm, equivale a un millesimo di millimetro).
Per saperne di più su INQUINAMENTO ATMOSFERICO E SALUTE UMANA clicca qui (www.epiprev.it)

La centralina dei comitati è in grado di rendere conto di tutto l’inquinamento di aria, terra e mare nel territorio di Milazzo e Valle de Mela?

La centralina della Chiesa di Archi non ha la pretesa di fotografare la situazione dell’inquinamento globale della nostra area; non potrebbe, misura solo alcuni inquinanti, mentre sappiamo che dai camini della zona industriale fuoriescono benzene, idrocarburi, e tanti altre sostanze tossiche, ma è quello che possiamo permetterci, altri strumenti più sofisticati sono troppo costosi per le nostre tasche. Misurare le polveri è comunque molto importante sia perché le polveri, ma anche il biossido di azoto e l’ozono, sono dei più pericolosi componenti dell’inquinamento atmosferico, sia perché sono indicativi di come varia la qualità dell’aria che respiriamo ogni giorno.

Perché il livello di inquinamento atmosferico varia continuamente durante il giorno e nei diversi giorni dell’anno?

Il livello di inquinamento di PM e di NO2 in una determinata zona dipende essenzialmente da due opposti fattori:

  • da quante sostanze vengono scaricate in aria dalle sorgenti di elementi inquinanti presenti nella zona (camini domestici, ciminiere industriali, tubi di scappamento dei veicoli a motore, etc..);
  • da quanto l'atmosfera riesce a disperdere.

Ma bisogna tenere presente che:

  • le sorgenti che rilasciano inquinanti varisno durante le ore del giorno, nei giorni della settimana o nei diversi mesi dell’anno (succede per esempio per l’intensità del traffico, le attività industriali, l’uso dei riscaldamenti domestici);
  • la capacità dispersiva dell’atmosfera dipende dalle condizioni meteorologiche, che cambiano continuamente.

Il livello di inquinamento di O3, inquinante che si produce in atmosfera per complesse reazioni chimiche fra inquinanti, quali NO2 e idrocarburi, attivate dalla radiazione solare, dipende dalla presenza dei precursori e dal grado di insolazione.

Quali sono le condizioni meteorologiche che, a parità di sorgenti inquinanti, determinano maggiore inquinamento? Quando si verificano?

Sono le condizioni cosiddette di "stabilità atmosferica" che praticamente riducono fortemente la dispersione naturale degli inquinanti e che si verificano principalmente nei periodi invernali, nelle ore mattutine e serali. Queste condizioni si riscontrano in assenza di vento e di forte radiazione solare. Infatti, l’assenza di vento impedisce la diffusione orizzontale, mentre l’assenza di intensa radiazione solare impedisce il formarsi di correnti ascensionali, ovvero la dispersione verticale (il suolo non si riscalda, l’aria a contatto del suolo rimane fredda e non sale). Spesso sono evidenziate dalla presenza di nebbia o foschia densa.

Riguardo all’O3, considerate le modalità di formazione, le concentrazioni più elevate si riscontrano, normalmente, in periodo estivo e nelle ore centrali o primo pomeridiane.

Ci sono altre condizioni meteorologiche che possono aumentare o diminuire il livello di inquinamento atmosferico?

In taluni casi, la presenza di vento forte può provocare il trasporto di inquinanti emessi da alte ciminiere verso zone lontane anche vari chilometri. In questo caso, il livello di inquinamento è più alto a distanza dalla sorgente, nella zona sottovento, piuttosto che nelle sue immediate vicinanze che vengono “scavalcate”. Inoltre, la pioggia intensa ha un effetto di “dilavamento” dell’atmosfera e può abbattere notevolmente gli inquinanti.

Ultimo aggiornamento 30/09/2016